La Macchina per cui si adopera.

La parte più intima della dimensione fisica è il nostro corpo. Il corpo fisico è il primo dono di cui abbiamo consapevolezza. Qualsiasi macchina sul pianeta deriva da questa. Come abbiamo notato le Scienze yogiche non trattano della mente o dell\’anima. Tutto è corpo, che si tratti di un corpo di cibo, di un corpo mentale, di un corpo energetico o un corpo eterico.

In questo approccio sei radicato saldamente nel tangibile. Il corpo fisico è congegnato e strutturato in modo che possa funzionare da sè, senza tanto bisogno del tuo intervento. Tutto ciò che serve perchè la tua esistenza fisica sia assicurata funziona da se.Non devi pensare  a far battere il cuore o a tutti gli aspetti della complessa chimica del fegato, e no devi neppure cercare di respirare. Tutto ciò che serve perchè la tua esistenza fisica possa manifestarsi si svolge da involontariamente.

Se le macchine ti affascinano , non esiste davvero una migliore di questa! E\’ uno strumento completo e autonomo. E\’ il macchinario più avanzato del pianeta: rappresenta il più alto livello della meccanica e dell\’elettronica, il più sofisticato insieme di circuiti elettrici che si posa immaginare.

Poniamo che oggi pomeriggio tu abbia mangiato una banana. La sera, questa banana diventa te. Secondo Charles Darwin, ci sono voluti milioni di anni per trasformare una scimmia in un essere umano, ma in poche ore tu sei capace di trasformare in essere umano una banana o un pezzo di pane! E\’ chiaro che la sorgente stessa della creazione funziona dentro di te.

Dentro di te c\’è un\’intelligenza che va oltre la tua Mente logica, che è in grado di trasformare un pò di cibo nel più alto ritrovato dell\’eccellenza tecnica. Se potessi realizzare questa trasformazione consapevolmente, se potessi portare anche solo una briciola di quell\’intelligenza nel tuo quotidiano, vivresti nella magia, non nella tristezza.

\”Le tue Prigioni\”

Come macchina il corpo è di fatto impeccabile, solo che non ti può portare ovunque. Può solo spuntare fuori dalla terra e ricadere nella terra.

Dentro di te ci sono due forze fondamentali. Molti le consideriamo in conflitto fra loro. Una è l\’istinto di autoconservazione, che ti obbliga a costruire muri intorno a te per proteggerti. L\’altra è il costante desiderio di espanderti, di diventare illimitato. queste due aspirazione possono sembrare forze contrarie ma non lo sono.Esse sono collegate a due diversi aspetti della tua vita. Una forza ti aiuta a radicarti stabilmente sul pianeta, l\’altra ti porta oltre.

Se hai la consapevolezza di tenere separate queste due sfere, non c\’è alcun conflitto.Ma se ti identifichi con la sfera fisica, invece di collaborare, queste due forze si trasformano in fonte di tensione.Tutti i conflitti umani tra materiale e spirituale scaturiscono da questa ignoranza. Quando dici spiritualità parli di una dimensione che è al di là di quella fisica.

Il Sistema Yogico non parla di Dio. Non parla dell\’Anima o del Paradiso. Discorsi del genere portano quasi sempre la gente a fantasticare. Lo Yoga parla solo delle barriere che hai creato, perchè queste resistenze sono tutto ciò di cui devi occuparti. Il Creatore non cerca la tua attenzione. I legami che ti stringono e i muri che ti bloccano sono soltanto una tua creazione che devi sciogliere e smantellare. Non devi lavorare sull\’esistenza. Il tuo lavoro riguarda solo l\’esistenza che tu hai creato.Se dovessi trovare un\’analogia , penserei al contrasto tra gravità e grazia. La gravità è collegata in un certo senso al fondamentale istinto umano di autoconservazione. E\’ per la gravità che siamo ben piantati a terra, diventando parte di questo pianeta. Ed è solo per la gravità che abbiamo un corpo. La gravità cerca di trattenerti giù, mentre la grazia è una forza che fa in modo di sollevarti.

Se ti liberi dalle forze fisiche dell\’esistenza, nella tua vita erompe la grazia. Anche la grazia agisce sempre come la gravità. La differenza è che alla grazia devi renderti disponibile, mentre con la gravità non hai scelta.Se ti identifichi  profondamente con la sfera fisica, non conoscerai altro che la gravità, ma con con la grazia devi renderti ricettivo: qualunque sia la tua pratica spirituale. Devi solo iniziare a renderti ricettivo ad una nuova dimensione della vita. Questa possibilità è aperta a tutti.

Esercizio:

Forse avrai notato questo aspetto di te stesso:

Quando ti senti bene vuoi espanderti; quando invece hai paura, vuoi contrarti. Siediti per qualche minuto di fronte a una pianta o a un\’albero. Ricordati che stai \”inspirando quel che l\’albero espira\” e che stai espirando quel che l\’albero inspira. Anche se non sei ancora consapevole sul piano esperienziale , stabilisci una connessione psicologica con la pianta. Puoi ripetere l\’esercizio più volte nell\’arco della giornata. Noterai dopo qualche giorno che riuscirai a connetterti con tutto ciò che ti circonda in modo differente.

Sadhguru                                                                  Namastè

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