Può essere definito \”Saggio\” mettere a confronto molti sentieri e molti insegnanti, ma quando si trova il vero \”Guru\” che non è affatto un\’insegnante, l\’assetato non dovrà continuare a cercare pozzi, ma andrà al pozzo migliore ogni giorno a bere la sua acqua.
Gli Insegnanti chiamano studenti quelli che vanno da loro a imparare, ma un Guru chiama discepolo l\’aspirante spirituale che va a lui e che in un certo senso entrambi si sono scelti. C\’ è una bella frase nel Vangelo: \”Gesú disse.. nessuno andrà al Padre se non attraverso me\”
La tradizione ci insegna che chi desidera fare l\’esperienza, non può che riceverla, non la può imparare. Lo Yoga essendo uno stato non lo possiamo insegnare, lo possiamo solo trasmettere. Chi ha vissuto l\’esperienza, può per la correttezza delle sue parole indurre l\’esperienza… ecco cosa succede, non può ne scrivere, ne insegnare, può solo stabilire un tipo di relazione con la persona che manifesta un\’interesse per questa esperienza. È questa la grandezza dell\’insegnamento di Natamuni, fornire i mezzi concreti di realizzazione per ciascun individuo in modo che ognuno possa accedere alla propria capacità d\’ essere!! Egli riconosce la non dualità delle cose, ossia gli opposti non si escludono ma si completano, di fondano!!
Oggi il suo insegnamento rende possibile la connessione tra ricerca spirituale e vita, non sono due cose ma una. Possiamo realizzarci solo attraverso la vita, la realtà, perché noi siamo la vita, ecco la rivoluzione di Natamuni.
Nella sua epoca le pratiche spirituali erano monastiche o per pochi eletti.. i mezzi concreti che ha proposto anche alle donne e che ancora oggi arrivano a noi, sono nella via dell\’Hata Yoga, la via del corpo perché tutto è corpo , per poter arrivare all\’esperienza dell\’essere bisogna accedere all\’esperienza del corpo. Egli ha introdotto nella pratica dello Yoga il digiuno e l\’Ayurveda, la medicina naturale dell\’India, come terapia per poter avere un corpo Sano integrato e in equilibrio. Nella pratica dell\’Hata Yoga possiamo sperimentare noi stessi e conoscere il nostro spazio interiore. Questa via dell\’Hata Yoga comprende: asana, pranayama e dyana, attraverso questa pratica è possibile Risvegliare nell\’uomo la Coscienza.
Natamuni propone gli Yogasutra di Panjali, che si trovano negli insegnamenti di Krishanmacharya, ecco dove vengono le grandi direzioni del nostro\”fare\” … RINUNCIARE allo \”sforzo-forza\” per poter vivere uno stato d\’intimità di equilibrio. Natamuni raccomanda di adattare le posizioni alla morfologia e non il contrario perché la posizione non è una forma da copiare, inoltre nello \”Yoga Rahasya\” appare una grande direzione: seguire il ritmo del proprio respiro, lasciare andare il mentale, partire dal respiro, calmo, naturale, profondo. Allora asana è funzionale al fatto che così praticando rallentiamo e unifichiamo corpo e mente attraverso il respiro, il pranayama si realizza nei tempi, nelle bandha nei circuiti pranici che si equilibrano, e così naturalmente ci prepariamo ad uno stato più sottile di coscienza, lo stato di unità, nel quale possiamo sperimentare l\’infinità del presente, dyana, lo stato meditativo.
Natamuni predilige la donna e la incoraggia a praticare lo Yoga perché egli dice: \”è lei… il suo corpo… responsabile dell\’evoluzione del genere umano\”
Namastè