ABITUARSI A NON ABITUARSI
Tendiamo ad abituarci a un’infinità di cose.
Lo facciamo come un meccanismo di autodifesa verso l’imprevedibilità della vita, ma in realtà questo è un ottimo modo per soffrire, perché sono ben pochi gli aspetti di cui abbiamo il totale controllo.
Bisogna abituarsi a non abituarsi a niente, diceva un vecchio detto. Perché ciò significa non permettere al caos di portarci via qualcosa su cui abbiamo proiettato tutta la nostra felicità.
Un’antica metafora orientale, dice che la vita è come un fiume:
• scorre solo in una direzione e non c’è verso di tornare indietro
• è sempre in movimento e non c’è un attimo in cui l’acqua sia ferma.
• scorre a prescindere da quello che facciamo o non facciamo.
Accettare questa verità è il primo passo per smettere di soffrire inutilmente.
Noi viviamo aggrappati alle nostre illusorie certezze. Se non abbiamo certe cose, certe persone, certe situazioni, certe abitudini, non riusciamo ad essere felici.
Siamo abituati a troppe cose e così non solo le diamo per scontate smettendo di apprezzarle, ma stiamo male ogni qualvolta qualcuno o qualcosa minaccia di togliercele.
Il problema è solo uno: tutto ciò che ci fa stare bene e’ al di fuori di noi.
La vera svolta ci sarà quando capiremo che la nostra felicità deve avere una base all’interno di noi e non altrove, precisamente nella nostra mente.
Quante persone al mondo passano una vita intera senza mai iniziare a vivere davvero?
Quante persone perdono il proprio tempo svolgendo professioni che non hanno nulla a che vedere con la realizzazione del proprio essere?
L’insoddisfazione cronica nasce da questo: la mancata espressione del proprio carattere e una mancata ricerca della propria voce interiore.
La maggior parte delle persone si rassegna a questo; si rinuncia per pigrizia, per mancata ambizione, per scarsità di stimoli.
Il ruolo dell’insegnante dovrebbe essere quello di svegliare le menti da questa trappola, impedire che questo accada facendo fuoriuscire quell’energia vitale che è dentro di noi, che tutti abbiamo e che nella maggior parte dei casi tratteniamo per mille motivi..
La società di certo non aiuta, ma di sicuro più figure di questo tipo farebbero bene alle nuove generazioni per un avvenire migliore.
Imparare ad essere felici da soli è una rivoluzione personale.
Condivilo e portalo nel tuo Cuore 💓